BODY BUILDING & FITNESS
“Parola d’ordine….ALLENARSI”
FITNESS E BODY BUILDING
Per il body building, gli anni 70 hanno preceduto l’onda di notorietà proveniente dagli Stati Uniti di America. Dopo il mitico film cinematografico: “Conan il barbaro” del 1980, interpretato da Arnold Schwarzenegger, il numero di palestre attrezzate per praticare il body building è aumentato in modo esponenziale. Sempre nel 1980 vince il Miss Olympia una culturista veramente molto bella: Rachel Mclish, modello ispiratore delle ragazze dinamiche di tutto il pianeta, anche lei interprete di numerosi films. Da questo momento le palestre di fitness sono affollate anche dal pubblico femminile.
Che differenza c’è tra culturismo, body building e fitness?
Perché così tante persone hanno deciso di frequentare le palestre attrezzate per questa attività?
Tra culturismo, body building e fitnes, nella sostanza, non c’è nessuna differenza. Possiamo affermare che culturismo, cultura fisica, costruzione fisica e body building sono, non solo nella sostanza ma anche nella apparenza, la stessa attività motoria. Una diversa riflessione riguarda il fitness. Si iniziò a parlare di fitness per prendere le distanze dal body building dopo la metà degli anni 80. La gestione di queste attività da parte delle federazioni più importanti e dalle testate di settore ha orientato l’attenzione verso gli elementi quantitativi (sempre più massa muscolare), snaturando e distorcendo i reali principi ispiratori. Un corpo forte, sano e longevo, una percentuale lipidica contenuta, la conseguente bellezza fisica che ricorda le forme classiche della mitologia greca, il rallentamento del naturale processo di senescenza, sono l’effetto del body building praticato correttamente. Sono i veri elementi che hanno aavvicinato un così vasto pubblico alle palestre. L’esagerazione che ha invertito l’ordine delle priorità, scarificando l’essere umano per una immagine, tanto illusoria quanto difficile da mantenere nel tempo (i corpi esagerati delle body builders hard, i muscoli abnormi e apparentemente disumani maschili), ha costretto i veri appassionati ad una manifestazione di volontà forte e chiara: non vogliamo appartenere alla categoria degli esagerati, sotto tutti i punti di vista.
Questa risposta della comunità del “ferro per la salute” a quella del “ferro e basta” ha coniato un termine per identificare e differenziare i primi dai secondi: fitness. Da allora si intende per fitness l’attività salutare che conferisce vigore e bellezza, in contrapposizione con gli aspetti degenerativi che derivano dall’estremismo.
Nella realtà non esiste una linea di demarcazione tecnica tra fitness e body building, a nostro modo di vedere, essi rappresentano sempre la stessa attività. Gli strumenti sono gli stessi, le tecniche e gli accorgimenti fisiologici (esecuzioni corrette/scorrette) non cambiano.
La grande differenza tra una interpretazione e l’altra risiede nella filosofia. La ginnastica con i pesi, denominata: culturismo, body building, fitness, o altro, è una attività motoria che produce modificazioni estetiche e funzionali con obiettivi soprattutto salutistici. Chi si appassiona adotta uno stile di vita che mantiene i praticanti belli forti e sani nel tempo. Ragazze, ragazzi, donne, uomini, persone mature e anziani in buona forma, tonici ed in peso forma per la vita.
Al contrario, l’ossessione di un fisico massiccio a tutti i costi e “perfetto” avvicina tutti gli aspetti degenerativi e disumani dai quali la società civile, doverosamente, vuole prendere le distanze; il contrario sarebbe da irresponsabili.
In linea con queste riflessioni e nel rispetto delle centinaia di migliaia, forse milioni di praticanti che frequentano ambienti attrezzati (Palestre, Club, Centri di Fitness, Centri Benessere e Casa propria), nasce dalla metà degli anni 80 la forte esigenza di trovare tecnici preparati. L’istruttore di fitness e body building e la sua naturale evoluzione che sfocia nella professione di personal trainer, sono figure importanti nel tessuto sociale; vicini alla persona e non alla prestazione. Per questo motivo non sono assolutamente preparatori sportivi. Il preparatore sportivo ha come obiettivo il raggiungimento di un risultato prestazionale, misurabile e confrontabile con altre prestazioni precedenti o con quelle di un altro atleta. Il monitoraggio sportivo deve portare al miglioramento di una espressione fisica, non del fisico, non della macchina biologica nella sua interezza. Si tratta della filosofia del + che stride con la filosofia di una vita sana, serena, appagante e gratificante. Utilizziamo strumentazioni esterne per ottenere modificazioni interne. Tutte le tecniche e le metodiche, con l’attenta e congrua somministrazione, devono portare un risultato riassumibile in pochi punti: bellezza fisica e muscolare, tono e ridotta percentuale lipidica, rispetto dei fisiologici tempi di recupero e supercompensazione e rispetto dello svolgersi della vita in senso analogico. Il massimo di quanto possibile. Se una allieva si avvicina ad un evento importante della sua vita come cambiare casa, professione, stato civile, etc., il programma di allenamento deve aderire come un vestito sartoriale alle situazioni della vita, spesso sconvolgendo i protocolli tradizionali. Il tecnico di fitness è un professionista sensibile, empatico, capace di ascoltare e di dimostrare adeguatezza alle tante situazioni. Per questo motivo la sua formazione transita attraverso la scienza, attingendo gli elementi utili per il suo lavoro. Anatomia, fisiologia, la colonna vertebrale, i paramorfismi e i dimorfismi, biomeccanica, nutrizione, eventuale integrazione alimentare, psicologia, fitness femminile, deontologia, aspetti legali e, soprattutto, il ponte di connessione tra queste fondamentali competenze e la pratica.
